| Il Tribunale di Alessandria in persona del Giudice Dott. Davide Albini, in data 11/06/2007 emetteva la sentenza di condanna nei confronti di un residente del piccolo paese di S. Cristoforo (AL) al quale veniva contestato l'esercizio della caccia in periodo di divieto generale, in violazione dell'art. 30, lett. a) L. 11/02/1992 n 157.
Dall'indagine istruttoria emergeva che il cacciatore era solito appendere cadaveri di gazze con le zampe tagliate, quale deterrente per uccelli del medesimo tipo (nell'ipotesi contestata si trattava di cinque esemplari). I corpi degli uccelli morti con le zampe amputate venivano ritrovati all'interno della proprietà dell'imputato.
Non è stato provato come siano state uccise le gazze, ma la sentenza recita testualmente così:”La circostanza che non è dato provare come siano state uccise le gazze, non può far escludere che siano state uccise proprio con il taglio delle zampe, modalità particolarmente insidiosa, aberrante ed invisa alla sensibilità della generalità dei cittadini, oltre che incompatibile con le caratteristiche etologiche della specie e sicuramente comportante strazio e dolore”.
Dall'analisi dei fatti e in considerazione dei mezzi crudeli utilizzati dall'imputato per l'uccisione delle gazze, il Giudice riteneva applicabile all'ipotesi delittuosa in esame la legge penale, sostenendo altresì la prevalenza della norma penale su quella amministrativa. La sentenza recita altresì:”Il risultato gnoseologico raggiunto, consente di ritenere sicuramente integrata la fattispecie contestata, oltre che un'ipotesi di maltrattamenti secondo l'originaria formulazione codicistica, ante riforma 2004.
Al fine di una maggiore comprensione dei “diritti degli animali”, il Giudice ha altresì ritenuto indispensabile procedere ad un confronto della legislazione e giurisprudenza in materia con quella della tutela dei diritti dell'uomo.
L'autore della macabra usanza veniva così condannato a mesi 4 di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali. La pena veniva tuttavia sospesa per l'intervento dell'indulto.
Si tratta certamente di un punto di svolta in materia di maltrattamenti e uccisione di animali, infatti, sovente i diritti degli animali vengono ignorati e calpestati, lasciando impuniti tutti coloro che sono responsabili di crudeltà, uccisioni e barbarie privi di giustificazione nei confronti di questi esseri viventi indifesi.
La speranza è che anche grazie a questo Giudice finalmente qualche cosa cambi, e che tutti coloro che fino ad oggi hanno ucciso e maltrattato impunemente gli animali (di affezione e selvatici) possano essere condannati e tenuti a pagare la giusta pena.
|