Milano, 17 maggio 2007
Intervista di Anna Mannucci a Marc Bekoff - Elogio dell’antropomorfismo
Marc Bekoff, professore di ecologia e biologia evoluzionista all’Università del Colorado, è autore di molte pubblicazioni e molti libri sul comportamento degli animali, l’ultimo si intitola AnimalPassions and Beastly Virtues. Insieme alla celebre primatologa Jane Goodall, studiosa e attivista per gli scimpanzè, ha fondato l’associazione Ethologists for the Ethical Treatment of Animals, Etologi per il trattamento etico degli animali (www.ethologicalethics.org).
Bekoff - http://literati.net/Bekoff- è un sostenitore dell’etologia cognitiva, ovvero l’etologia che si occupa della mente e del mondo interiore degli animali. In forte contrapposizione con ilbehaviorismo, la “tradizione” scientifica secondo cui gli animali
sono macchine o scatole vuote, che rispondono meccanicamente agli stimoli, interni o esterni.
Recentemente è venuto in Italia per tenere una conferenza a Cremona, grazie alla Sisca, la Società dei veterinari italiani che si
occupano di comportamento animale, e al suo presidente Roberto Marchesini.
D. Lei sostiene che gli animali sentono il piacere e il dolore, che hanno sentimenti e una mente. Molti scienziati hanno detto -e alcuni dicono ancora- che ciò non è sicuro, perché non dimostrato scientificamente.
R. La scienza spiega molte cose, è vero, ma è imperfetta e soprattutto è solo una delle forme di conoscenza. Riguardo al comportamento animale, il senso comune, unito all’intuizione e all’osservazione per lungo tempo, ci fa capire che gli animali
provano emozioni, hanno sentimenti e intenzioni. Inoltre, ci sono anche scienziati che hanno esplicitamente parlato di emozioni negli animali, come George Schaller, che studiava i gorilla sul campo già nei primi anni ’60, e Marian Stamp Dawkins, che molto tempo non solo studia e insegna etologia, ma si impegna per gli animali.
Senza dimenticare che Darwin nel 1872 ha scritto L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali.
D. Perché insiste sulle emozioni?
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