La legge n 281 del 1991 pubblicata sulla G.U. n 203 del 30 agosto 1991 in tema di animali d'affezione e prevenzione del randagismo costituì una vera e propria svolta culturale in relazione alla gestione dei randagi. Tale legge all'articolo 1 condanna gli atti di crudeltà, maltrattamento ed abbandono degli animali ed è diretta a favorire la convinvenza uomo - animale, costituendo un importante strumento a tutela della salute pubblica e dell'ambiente.
Viene introdrotto il divieto di soppressione dei cani randagi e detenuti presso i canili, ai quali potrà essere praticata l'eutanasia soltanto qualora siano malati, incurabili ovvero in caso di comprovata pericolosità, con divieto ulteriore di destinazione alla sperimentazione.
All'art.2, comma 7, viene introdotto altresì il divieto di maltrattare i gatti che vivono in libertà. Inoltre, la legge ha fissato diversi importanti principi, primo tra tutti quello secondo cui il controllo delle nascite dovrà avvenire attraverso la prevenzione e non mediante la soppressione.
La legge riconosce diverse competenze alle Regioni, tra le quali anche l'iniziativa di formazione in ambito scolastico perchè venga insegnato il rispetto della vita degli animali e la difesa del loro habitat. A questo proposito recenti studi hanno dimostrato la fondamentale importanza di un corretto rapporto tra bambini-animali, origine di equilibrio, responsabilità rispetto del prossimo, sviluppo di empatia. Attraverso la convivenza con l'animale il bambino accetta e rispetta "il diverso" e ciò assumerà particolare importanza con la crescita e lo sviluppo psicologico allorquando l'adolescente dovrà confrontarsi e vivere a contatto con la società. Lo sviluppo dell'empatia non è altro che la capacità di immedesimarsi in un altro individuo sia sul piano cognitivo che su quello affettivo. |